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"Erfindung einer Sprache": le Fànfole di Fosco Maraini

21.05.2026 | 18:15

PRESENTAZIONE

Prof. Daniele Baglioni (Università Ca’ Foscari Venezia)

Moderazione: Prof. Giuseppe Zarra (Freie Universität Berlin/Università degli Studi di Bari Aldo Moro)

In lingua italiana

La letteratura italiana presenta una produzione costante, benché limitata, di lingue inventate per la poesia e per il teatro (meno frequentemente, anche per la prosa), che va da Dante al Novecento. Novecentesco è uno degli esperimenti più interessanti, quello delle Fànfole dell’orientalista Fosco Maraini (1966): si tratta di brevi componimenti in cui, su una grammatica e forme metriche tipicamente italiane, s’innesta un lessico di pura invenzione, con risultati come «Ci son dei giorni smègi e lombidiosi / Col cielo dagro e un fònzero gongruto» (Il giorno ad urlapicchio), oppure «Il lonfo non vaterca né gluisce / e molto raramente barigatta» (Il lonfo). L’analisi delle poesie mostrerà come l’operazione sia solo apparentemente nonsense. In realtà, l’uso sapiente della morfologia e della sintassi, unitamente alle suggestioni fonosimboliche e al rapporto fra i componimenti e i titoli, consentono al lettore di fare inferenze sul contenuto dei testi e sulle dinamiche fra le loro parti. Così facendo Maraini ottiene una poesia originalissima, nella quale, per citare lo stesso autore, «le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole».

Con il gentile supporto di Alexander von Humboldt-Stiftung

Partecipazione possibile in presenza e online via WebEx. Si prega di inviarci una e-mail (italzen@zedat.fu-berlin.de) per ricevere le credenziali di accesso.


Zeit & Ort

21.05.2026 | 18:15

Aula KL 32/123,
Freie Universität Berlin,
Habelschwerdter Allee 45